No Concept
Dopo i primi due dischi, “13 Dita” (1997) e “Composizioni” (2003), prodotti da Jovanotti, con “No Concept” Giovanni Allevi prosegue nel rielaborare la tradizione classica europea aprendola alle nuove tendenze pop e contemporanee.
Con questo disco il pianista e compositore approda alla major Bmg con cui collabora ancora oggi.
Dal giorno della sua pubblicazione nel maggio del 2005, No Concept ha venduto oltre 80.000 copie.
Giovanni racconta così “No Concept”:
"Ho scritto "no concept" quasi per intero nel periodo in cui ho vissuto ad Harlem: volevo entrare in contatto con la poesia schietta delle nuove forze artistiche di New York. Sono andato in America per allontanarmi dai vincoli della tradizione europea, per allontanarmi dalla sua storia e guardarla con occhi nuovi.
"No concept" è nato in quelle notti, passeggiando sui marciapiedi caldi, con le antenne alzate per captare qualunque emozione, mentre nelle dita fremeva tutta l'accademia che avevo assorbito.
"No concept" è il rifiuto di quel concettualismo a tutti i costi, che nega la creatività quando essa ha il vago e piacevole sentore del ricordo.
La mia musica strumentale, indubbiamente, potrà chiamarsi musica classica contemporanea, ma nel semplice significato che è musica di oggi: la musica di un compositore che vuole interpretare il suo tempo, così come tutti i compositori hanno fatto prima di lui. E tutto ciò senza legacci o sovrastrutture.
"No concept" significa seguire la propria ispirazione, ed è un invito a farlo in tutte le occasioni della vita!


